ph: Giulia Lenzi

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LE CAVITA' DEL SEGNO (2025)


L’immaginario che illumina il buio è ecologico, ma non antropocentrico: figure di esseri ibridi dai contorni sfumati, in cui elementi umani, zoomorfi e astratti si mescolano e si confondono. Apparizioni strane, generate dai percorsi delle mani, in uno scenario di segni geometrici, nelle cavità. Una stratificazione polimorfa e sonora di corpi astratti e viventi, arti e volti, ossa e mani, che si imprimono, si sedimentano, fanno i versi, dormono nell’ombra e generano sogni.

Composizioni di esseri che fluttuano in uno spazio immaginario come frammenti onirici.


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Il lavoro indaga il gesto come primo segno naturale, prima traccia del pensiero umano, nelle cavità, all’origine del linguaggio. La ricerca si sviluppa all’interno della relazione tra la gestualità e il suono, nel loro vibrare insieme nelle profondità ed esplora la dimensione sensibile e vivente dell’immagine e della sua identità sonora e la tattile: quella generata dai percorsi delle mani e dal gesto come strumento semiotico che genera segno, linguaggio. 

Nel movimento di celare e svelare l’invisibile, tra nitidezza e opacità, tra le cavità dell’immagine, morfologie cristalline sotterranee prendono forma nel buio in una

tensione tra geometria e presenza.


Una grancassa di pelle suonata dalle mani. Una superficie per far risuonare i gesti e i materiali. La ricerca sonora e musicale è basata sulla dimensione fisica del suono, oggettuale e gestuale, e su un approccio strumentale basato sul maneggiare oggetti vari: simbolici, rituali, plastici, di scarto, naturali e minerali che vengono percossi, sfregati e roteati con tecniche elementari.


La ricerca gestuale-coreografica lavora in interconnessione con quella sonora e musicale, individuando nel gesto l’unità espressivo-relazionale generativa della composizione.

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ph: Giulia Lenzi

LE CAVITA' DEL SEGNO

Primo studio

Produzione Versiliadanza

Coreografia Marta Bellu

Danza \ performance Laura Lucioli, Francesco Toninelli

Suono Francesco Toninelli

Luci Lucia Ferrero


Con il sostegno di Fondazione Armunia e Open Dialogo, un progetto di scambio culturale bilaterale gestito da Stopgap Dance Company e commissionato dall'Arts Council England, dal Ministero della Cultura italiano (Dipartimento dello Spettacolo), dall'Istituto Italiano di Cultura di Londra e dal British Council.

In collaborazione con Associazione Mus.e e MAD Murate Art District.

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MARTA BELLU

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